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...premessa:
Gentile Presidente della repubblica,
Gentili Presidenti delle due Camere,
Tutti i giorni, come ormai si ripete da anni, non si fa altro che parlare di come modificare il sistema pensionistico e riequilibrare i conti , in modo tale da consentire una pensione anche alle giovani generazioni. Ovviamente i provvedimenti che i nostri governanti continuano ad assumere - come aumento dell’ età pensionabile e revisione degli indici- tendono a penalizzare la gran parte dei lavoratori che maturano la pensione avendo alle spalle 35/40 anni di lavoro, senza invece toccare le classi dei privilegiati, come per esempio quella dei nostri politici, che acquisiscono diritti pensionistici ed assegni dopo appena qualche anno di incarico, e le loro indennità vengono adeguate al costo della vita ogni sei mesi.
Tutti i giorni, si sente parlare di ricambio generazionale e di liberalizzazione del lavoro (che ormai si traduce in riduzione di diritti e tutele, precarietà ecc.) per facilitare, a dire dei politici, l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. I nostri governanti (e ci riferiamo non soltanto a parlamentari, ma anche ad amministratori regionali, comunali, e di aziende pubbliche) hanno, tutti, doppi se non tripli incarichi politici e svolgono anche un’attività professionale autonoma o dipendente come per es. quella di avvocato, insegnante dipendente USL (come è agli occhi di tutti), e mentre loro occupano tutti gli spazi pubblici e privati i nostri figli, dopo 5/6 anni di università, semmai riescono a trovare un lavoro, si ritrovano nella migliore delle ipotesi con uno stipendio di meno di 1000 euro e con inquadramenti in aree professionali di basso livello. Aggiungiamo, inoltre, che superati i 30/32 anni sono interdetti a partecipare a concorsi pubblici e privati mentre i nostri governanti non hanno limite di età per candidarsi o per assumere incarichi amministrativi in aziende pubbliche.
Tutti i giorni si parla della necessità di ridurre il debito pubblico per rispettare gli impegni europei. Ciò, ovviamente, si traduce con l’assunzione di provvedimenti come aumento di imposte, ticket sanitari ect. senza toccare i costi della politica che sono almeno doppi rispetto a quelli degli altri paesi europei come Francia, Inghilterra e Germania (ci riferiamo alle notizie pubblicate dai giornali sulle indennità di parlamentari, europarlamentari e amministratori di aziende pubbliche).
...punti in rilievo:
Ebbene,
gentile Presidente della Repubblica
gentili presidenti della camera e del Senato della Repubblica
noi crediamo che sia venuto il momento di dire basta a tutte queste situazioni di disuguaglianza, e poiché ritengo che sugli argomenti sopra trattati, non saranno mai assunti, da parte dei nostri governanti privilegiati, gli opportuni provvedimenti, riteniamo necessario dare la parola a tutti i cittadini italiani, per cui rivolgiamo a Voi, con determinazione ed a viva voce, una petizione a nome di tutti i cittadini che la condivideranno.
In particolare, chiediamo:
1) l’eliminazione di tutti i privilegi dei nostri politici (e ci riferiamo a parlamentari italiani ed europei, amministratori regionali e locali, amministratori di aziende pubbliche);
2) la limitazione dell’età massima per partecipare alle elezioni a 70 anni; l’incompatibilità, limitatamente alla durata della carica, dello svolgimento di altre attività, sia di lavoro pubblico che privato, autonomo o dipendente di tutti i politici;
3) la riduzione del numero dei parlamentari eletti dal popolo e dei consiglieri regionali e locali almeno del 30% a partire dalle prossime elezioni;
4) la riduzione degli stipendi dei nostri europarlamentari, le cui retribuzioni dovranno essere parificate a quelle medie dei parlamentari europei, e dei parlamentari e amministratori almeno del 30% e con decorrenza 1/1/2007;
5) la previsione, quale causa di ineleggibilità del parlamentare come anche per la copertura di qualsivoglia incarico di governo, della sussistenza di carichi penali pendenti e di sentenze penali di condanna anche non passate in giudicato.
Chiediamo inoltre che gli On.li Presidenti delle Camere, in considerazione dell’importanza degli argomenti di cui alla presente petizione, vogliano disporne la discussione e la successiva approvazione a Camere congiunte.
Lecce, 9/3/2007
Petizione firmata da 180 Cittadini.
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